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Buona domenica

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Mom

Ho iniziato a guardare Mom, per caso, il 29 giugno 2016.

Ero un po’ giù e vedendo il titolo sulla guida tv di Fox volevo dare un’occhiata.

Magari mi sarebbe piaciuto.

E non mi sbagliavo.

Mi ha divertito dal primo momento.

Anche se tratta argomenti importanti (tossicodipendenza e alcolismo) le gag di questa serie fanno morire dal ridere.

In America sono arrivati alla quinta serie, qui in Italia siamo fermi alla quarta.

Ma spero che rinnovino il contratto ancora per tante serie perché questa “mini fiction” mi rende di buon umore e mi fa veramente compagnia.

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Personaggi e interpreti

Christy Plunkett: Anna Faris

Bonnie Plunkett: Allison Janney

Violet Plunkett: Sadie Calvano

Roscoe Plunkett: Blake Garrett Rosenthal

Marjorie Armstrong: Mimi Kennedy

Jill Kendall: Jamie Pressly

Wendy: Beth Hall

Adam: William Fichtner

Ideatore: Chuck Lorre, Eddie Gorodetsky, Gemma Baker

Trama

Christy, una giovane madre single di due figli, Violet e Roscoe, è alle prese con le difficoltà della vita quotidiana, aggravate da un turbolento passato condizionato da un’infanzia difficile. Mentre tenta di rincominciare la sua vita a Napa liberandosi dalla dipendenza da alcol e droghe, ereditata dalla madre, per mantenere i figli lavora come cameriera presso un raffinato ristorante, di cui frequenta il manager. Essendo però quest’ultimo sposato con un’altra donna, figlia del proprietario, decide di provare a frequentare altri uomini. Non riuscendo a guadagnare abbastanza soldi, si vede malvolentieri costretta ad ospitare la madre, Bonnie, per dividere le spese domestiche e avere un aiuto nell’accudire i figli. Intanto, la figlia sedicenne Violet rimane incinta.

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Le generazioni del coraggio – Saimon Moroni

Questo libro è stato scritto da un mio amico d’infanzia.

Un ragazzo con il quale, da piccoli, insieme ad un cugino in comune, passavamo i sabati sera a giocare con i videogiochi.

Lo ricordo con piacere ed è stato bello leggere ogni libro uscito fino ad adesso.

Questo è il terzo.

Un docu-romanzo, chiamiamolo così.

Ambientato nella mia valle (Val Seriana, Bergamo) parla della storia di vita che una Nonna  racconta alla nipote neo diciottenne e in procinto di votare per la prima volta.

Un libro che racconta le radici della nostra storia.

Che potrebbe essere la storia di qualunque dei nostri nonni.

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Le generazioni del coraggio

di Saimon Moroni

Editore: Laura Capone Editore

Anno: 2017

Trama

L’anziana nonna racconta questo momento cruciale della propria esistenza alla nipote, perché è convinta che, anche oggi, ci siano persone rette le quali, ogni giorno, svolgono appieno il proprio dovere, investendo tempo ed energie a disposizione della comunità, dibattendo, mediando, litigando, agendo… Questo libro è soprattutto per loro, per chi ha vissuto, vive e vivrà il proprio impegno politico con trasparenza; mettendo in ombra, almeno per una volta, chi invece trasforma la politica in un macabro gioco personale.

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Zucchero, miele e veleno – Paola Manusia

Da anni apro e chiudo blog.

Il penultimo che ho avuto ha avuto un buon seguito.

E tra i miei followers c’era e c’è ancora (anche se il blog di cui sopra è stato chiuso e ho aperto questo) anche Paola.

Una Signora con cui ho fatto amicizia, anche se da lontano.

Lei a Torino, io a Bergamo.

Ma ciò non toglie che, a volte, possono nascere delle belle amicizie anche a distanza.

L’entusiasmo con la quale ha annunciato la pubblicazione del suo libro, il primo (spero di tanti altri) non poteva lasciarmi indifferente.

Zucchero, miele e veleno è la storia di una ragazza, Marta Phipps, che decide di trasferirsi in una casetta di campagna.

Ci saranno le sue amiche e una signora, vecchia vicina di casa di Marta, che percorreranno con lei la sua nuova vita.

Una meravigliosa storia da leggere tutta d’un fiato.

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Zucchero, miele e veleno

di Paola Manusia

Editore: Book Sprint Edizioni

Anno: 2017

Trama

Marta Phipps, giovane donna più volte tradita per volere di un destino aspro e capriccioso, lascia Londra per trasferirsi in un piccolo paese di sole seicento anime immerso nella brughiera, Bibury. Questa scelta, la porterà ad abbandonare il suo vecchio impiego – redattrice di una rivista che trasforma il pesce in succulente ricette – ad una nuova realtà di scrittrice, attraverso lo studio del birdwatching. Si attiverà per adattarsi alla sua nuova vita portando a sé la Signora Nitting, saggia ed anziana amica lasciata a Londra solo per pochi giorni. Con il cambio delle stagioni, la sua storia si arricchirà di incontri e situazioni che spazzeranno via malumore e solitudine, dimenticando poco a poco il suo triste passato. Marge e Cloe, sue amiche dai tempi del liceo, si congiungeranno a lei trovando anch’esse una nuova e frizzante dimensione di vita. Marta Phipps, si rivelerà un personaggio dal grande coraggio nonostante le sue insicurezze. Una storia d’amicizia e d’adattamento, così come lo è la vita che molte volte, apre spiragli inattesi regalando intense ed improvvise emozioni.

Video

Waiting for the miracle – Leonard Cohen

La prima volta che Leonard Cohen ha varcato la “porta” della mia vita è stato nel 1998.

Avevo 15 anni e di pomeriggio, intanto che facevo i compiti, ascoltavo su Radio 2 il programma “Alcatraz: un dj nel braccio della morte.”

Non so cosa mi avesse attirato di quel programma.

La voce meravigliosa di Roberto Pedicini, il modo in cui le parole di Jack mi affascinavano, le canzoni che usava come colonna sonora.

Non lo so proprio.

Ma ricordo che tantissime canzoni che a me piacevano le sentivo in quell’oretta di trasmissione.

Battiato in primis, poi De André e poi, un pomeriggio, è arrivato lui.

Waiting for the miracle è stata la prima canzone che mi è rimasta nel cuore di questo Artista che io adoro.

Ricordo che alla fine mi inquietava.

La sua risata mi faceva quasi paura, ma nonostante questo ho imparato a conoscerlo innamorandomi di tantissime delle sue composizioni.

E, intanto che io aspetto il miracolo, auguro a tutti buon ascolto!

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Buon sabato

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Di difetti ne ho tantissimi ma c’è una cosa che nonostante questo non ho mai cambiato di me.

Ho sempre ragionato di testa mia.

Magari chiedo un consiglio ma poi alla fine faccio ancora ciò che voglio, giusto o sbagliato che sia.

Non sono come quei pecoroni che dicono: “L’ha detto la tv!”.

La tv dice tante e tante di quelle cxxxxxe che non la sto più neanche ad ascoltare.

Quindi io resto fedele a me stessa e se ti vado bene ok, ne sono contenta, se invece ci fosse qualcosa di me che non ti piace, libero/a di andartene…